L’Italia che cambia esige un‘Alleanza di forze e di cuore vicina al cittadino.
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“L’ uomo e tutte le sue rappresentanze devono dichiararsi interessate solo al benessere del collettivo e tale benessere si deve fondare solamente sui diritti umani, la costituzione italiana, la comunione europea, ciò che si deve fare non è puntare i dito su una intero organico che per colpa di alcuni si ritiene fallimentare. Non è la magistratura il problema, come non lo è la politica o i bresciani, o i romani o i pugliesi, o i toscani… I problemi derivano esclusivamente dalle incompetenze o dalle cattiverie dei singoli individui corrotti e corruttibili, che USANO la propria posizione per vendersi al miglior offerente! Ciò che si deve fare è garantire la trasparenza del sistema è la punibilità dei corrotti nonché alla formazione di sistemi trasparenti ed integri”. Elisa Visconti
L’etica, di fatto si racchiude in pochissime righe. L’integrità personale adduce l’etica.
La comunione umana, la tensione al bene collettivo, la diffusione di un etica politica sociale deve essere invece lo scopo che ognuno di noi, ogni organo sociale a maggior ragione se rappresenta il cittadino deve possedere. Alleanza Italiana in questo rappresenta la nuova politica umana, che fa dell’etica sociale la motivazione per la quale è stata fondata.
Ma cosa è la comunione? Spesso si crede che avere in comune qualcosa sia un segno esclusivo di distinzione. Qualcuno pensa che la comunione venga usata solamente per cementare e seguire gruppi che condividono gli stessi ideali ma che poi si rivelano essere esclusivi.
In realtà la comunione è aggregarsi a prescindere da un ideale ben preciso, che non tutti condividono, ma per un obiettivo comune. Di fatto non tutti sono di sinistra, destra, Cristiani, massoni o venkiani. Ma tutti condividono l’interesse di raggiungere obiettivi comuni anche se con metodi diversi.
Oggi la politica, la gestione relazionale e dei gruppi è una gestione di scissione e non di comunione. E dividersi a causa delle ideologie, spreca energia, tempo, divide gli uomini che se si unissero raggiungerebbero i risultati più velocemente e con meno difficoltà.
La comunione infatti, è unire le proprie ideologie per arrivare al collettivo. E le ideologie non devono divenire un ostacolo nella comunicazione, ma un valore aggiunto.
Ogni ideale di fatto è unico, e benchè possa non essere condivisibile diventa una competenza straordinaria che insieme ad altre competenze diverse, possono arricchire la comunità umana.
Per essere funzionali le ideologie non devono favorire una scissione ma devono essere condivise per il collettivo al di la della tipologia di orientamento. Perchè ciò che importa è il fine ed il fine è il benessere collettivo che è comune per tutte le varie comunità. Il fine è deve essere per la collettività e il bene della stessa. Ma la collettività sopravvive solo se c’è unione, umiltà e se soprattutto si è disposti a rinunciare alla propria individualità, se essa va a scapi to della stessa comunità. Oggi si discute di una tesi ben più ampia ripetto alla nostra piccola vita individuale o al nostro specifico contributo che va oltre a noi stessi. Oggi è in discussione il bene comune.
A favore di ciò ci sono stati forniti gli strumenti per sapere ponderare la misura delle cose attraverso il ricorso della solidarietà collettiva, che è mossa verso il bene dei molti spesso ignorando il proprio interesse individuale ed andando oltre alle proprie ideologie.
Gli strumenti per relazionarsi sono la comunicazione e nell’era della globalizzazione la rete. Debbo dire che tali strumenti sociologicamente non impediscono, seppur virtuali o parziali, l’uscita di emozioni a volte rabbiose, a volte tristi, a volte ironiche che creano anche passioni travolgenti e ognuno di noi, a che solo leggendo anche solo con un senso impegnato, quello della vista, perchè il tatto, l’udito e l’olfatto ci sono preclusi, si fa coinvolgere.
Ciò che sai evince in questi tempi disgreganti fra istituzioni ma anche fra i cittadini stessi che si dividono in fazioni, fa parte della vita. Fa parte di uno sviluppo celere e troppo interessato. E’ necessario ritornare ad appropriarsi dei valori minimali per poter eccedere. Ed è necessario avvalersi di regole civili per poterle rispettare.
Primo è necessario lasciare le proprie prevenzioni dietro alla razionalità. Debbono servire da guida ma non da ostacolo e non debbono condizionare. Secondo. Se si vuole arrivare da qulache parte e bene,lo si deve fare sempre in Alleanza, altrimenti da soli la strada è breve quindi non ci si può mai creare nemici o rotture che cammin facendo determinerebbero sempre un fallimento, e ognuno di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza e stabilire nella sua vita quanti cadaveri ha seminato volontariamente e quante rotture ha impedito o deciso. Terzo, proprio in funzione di una coscienza globale che va oltre al nostro ego, non dobbiamo dimenticare MAI il grande disegno ossia la collettività che deve essere messa dinnanzi a noi come singoli individui.
Alleanza Italiana è formata di donne ed uomini che seppur con ideologie diverse e provenienze diverse, hanno deciso di camminare verso un percorso collettivo sia istituzionale che territoriale associazionistico politico condividendo le stesse per il bene comune. Questa è la base della politica etica proposta da Alleanza Italiana.
E come diceva mia nonna : “... è facile stare bene quando le cose vanno bene, è nella difficoltà che escono veramente i caratteri ed è nella stessa che si capiscono i veri valori…“.
Dr.ssa ElisaVisconti, Presidente Alleanza Italiana





























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